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Blocco della didattica ad Ingegneria: parere di un rappresentante degli student AS.S.I |
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Scritto da redazione AS.S.I.
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sabato 03 luglio 2010 |
Cari colleghi studenti e non, viviamo in questo periodo una situazione molto calda all'interno della nostra Facoltà, del nostro Ateneo e del sistema universitario nazionale. Anche se i mezzi di comunicazione non stanno evidenziando minimamente la problematica e l'opinione pubblica esterna all'Università è completamente all'oscuro di ciò, in molti Atenei nazionali(Sannio, Pisa, Politecnico di Torino, Sapienza, SUN, Parthenope, Cassino, Salerno e Politecnico di Bari) la didattica già è sospesa al 60-40 %. Tuttavia, per amore della chiarezza e della trasparenza è giusto spiegare, anche in breve, il perchè di tutto ciò e poi come si sono delineate alcune posizioni nella riunione di oggi(mi scuso per la lunghezza ma è stato difficile sintetizzare il tutto). La protesta, messa in atto per questo Luglio, è collegata alla manovra Finanziaria straordinaria che dovrebbe essere convertita in legge proprio nel mese soprascritto. Tale manovra prevede: a) La conferma del prolungamento del blocco del turnover nelle assunzioni nella pubblica amministrazione fino a tutto il 2014. Per l’università, nella prospettiva dell’uscita dai ruoli di circa 18.000 su 60.000 unità nei prossimi cinque anni, sarà semplicemente impossibile garantire gli stessi livelli di servizio e di offerta formativa. b) I tagli al fondo di finanziamento ordinario dell’università vengono prolungati nel tempo, arrivando al 2015, prevedendo tagli per circa 860 milioni di euro (art. 94 del testo provvisorio) c) Le progressioni stipendiali dei ricercatori, compresi quelli assunti da poco e ancora in "periodo di conferma" (periodo di prova che dura tre anni), vengono congelate dalla manovra per tre anni (art. 14). Il ricercatore neoassunto si vedrà decurtata la retribuzione di quasi 1600 euro annui, i ricercatori in servizio da nove anni avranno un taglio pari a 4.745 euro annui. d) Viene imposto un drastico taglio alle spese per missioni all’estero, rischiando di bloccare del tutto le collaborazioni, i progetti internazionali, la partecipazione a conferenze e a riunioni essenziali per una ricerca che non voglia limitarsi al vicolo sotto casa. In questo marasma ovviamente resta sempre lo spauracchio del DDL Gelmini che , oltre a stravolgere gran parte dell'Università così come la conosciamo(in bene o in male è da vedere),introduce la figura del ricercatore a tempo determinato per 6 anni e probabilmente, tale riforma, sarà causa di ulteriori agitazioni per l'inizio del prossimo anno accademico se ci sarà un inizio considerata la cattiva aria che si respira in questo momento. Rimandando al documento dei ricercatori presentato oggi o al sito di coordinamento nazionale (www.rete29aprile.it) mi premeva fare alcune considerazioni personali come persona che ha seguito da vicino le vicende e ricopre carica istituzionale negli organi di Facoltà da oramai 4 anni. Innanzitutto io sono profondamente convinto della giusta causa e delle lecite motivazioni che hanno mosso i ricercatori delle varie Facoltà ad entrare in stato di agitazione: sono stati negli anni una categoria bersagliata dalle varie riforme che però ha sempre permesso la sostenibilità dell'offerta formativa così come la conosciamo mettendo a volte anche da parte la cosa fondamentale per la quale essi sono assunti, ovvero la ricerca scientifica. Il loro ruolo, già messo a repentaglio dall'ex ministro Moratti, avrà, in seguito all'approvazione di tali riforme una falciata dalla quale probabilmente non si risolleverà più. Tuttavia ciò che mi lascia perplesso sono i TEMPI ed i MODI della protesta. Riguardo i TEMPI il discorso è molto semplice: gli effetti di questa finanziaria non sono altro che un aggravio di quelli già previsti dalla 133/08. In quell'occasione scesero in piazza migliaia e migliaia di studenti sotto bandiere e colori differenti(effettivamente mancavano lo schieramento di "studenti per le libertà" ma ciò è frutto di coerenza ideologica) per protestare contro una riforma che consideravano ingiusta, iniqua e scellerata perchè andava ad intaccare una realtà pubblica che rappresenta"va" un motore per il nostro paese. Quegli stessi studenti hanno perso mesi di studio, saltato corsi per partecipare a riunioni aperte e manifestazioni per poi ritrovarsi la stragrande maggioranza di loro a non fare alcun esame nella finestra invernale. La cosa triste tuttavia che mi preme sottolineare (e che ho detto anche all'assemblea di facoltà) è che quegli studenti a protestare in difesa dell'Università c'erano...il problema è che erano da soli...un numero sparuto di dottorandi, qualche ricercatore e quasi nessun ordinario ed associato. I tempi poi sono andati avanti, la 133 è passata, sono arrivati i tagli, le varie commissioni di bilancio sono riuscite a tappare i buchi, l'Università è ripartita e gli studenti si sono ritrovati con libretto scarno e tanta tanta delusione per un'altra battaglia della serie "armiamoci e partite!". Da allora è passato più di un anno è mezzo e quei problemi, invece di essere risolti, si sono protratti con il silenzio assenso di chi invece doveva mediare e lottare in quella fase per avere qualche passo indietro dal governo: così non è stato e siamo giunti alla situazione odierna. Qui entrano in scena i MODI della protesta. Impostata male e portata avanti peggio per vari motivi a mio parere. Il primo riguarda il fatto che NELLA SOSTANZA viene proclamato lo sciopero in alcune facoltà di alcuni Atenei nazionali a cui aderiscono alcuni docenti e ricercatori: è come se in uno sciopero dei mezzi di trasporto una linea della metropolitana è ferma mentre l'altra è in funzione. Memori delle esperienze passate, crediamo veramente che tale potenza espressiva possa avere un peso tale da far ripensare la Finanziaria al Governo? Ricordo che l'unica protesta che ha effettivamente portato ad un passo indietro è stata quella degli autotrasportatori...ma quelli bloccarono l'Italia intera. Il secondo riguarda il fatto che all'assemblea tenutasi oggi 30 Giugno in Aula Magna erano stati convocati ufficialmente i rappresentanti degli studenti e costoro, nonostante abbiamo potuto esprimere giustamente la loro opinione, non hanno avuto il diritto al voto. Posso capire che non sono gli studenti, per il loro ruolo, a poter sospendere la didattica però se ufficialmente convocati devono poter esercitare la loro ufficialità con il voto. Sarebbe stato inutile visto i numeri ma ciò ha rappresentato un depauperamento della nostra funzione e del nostro ruolo istituzionale: a questo punto non convocateci?Come si può immaginare di poter avvicinare gli studenti alla protesta se in un'assemblea non possono avere peso? Il terzo si ricollega a ciò che dicevo prima sulla 133 ed espone anche la mia personale linea riguardo l'agitazione: I fautori della protesta sostengono che la loro unica arma per arrivare all'opinione pubblica e fare una protesta corale sia la sospensione di ogni genere di esame(di profitto, di laurea e di stato). Ma allora l'opinione pubblica alla quale si riferiscono è ristretta alle sole famiglie che hanno un figlio all'università? O meglio alle sole famiglie che hanno un figlio ad Ingegneria a Napoli? O meglio ancora alle sole famiglie il cui figlio oltre ad essere iscritto ad Ingegneria ha la sfortuna di avere il proprio docente in sciopero, magari con il vicino di casa che frequenta un altro corso di Laurea il cui docente non aderisce? In più, siamo così sicuri che quelle famiglie capiranno? Che saranno disposte ad ascoltare dopo aver versato tasse e magari contributi d'affitto per i fuorisede?Le famiglie che riescono a mantenere il figlio all'Università perchè meritevole e possessore di Borsa di studio che diranno quando tale borsa non sarà confermata perchè non più meritevole visto che gli esami non li ha POTUTI sostenere? Ho sempre ritenuto lo sciopero la forma di protesta più nobile, corretta e democratica del nostro Paese tuttavia esso deve essere fonte di DISAGIO...non di DANNO! Come ho sostenuto anche oggi a gran voce, QUELLO CHE SI RISCHIA DI PROVOCARE E' UN GRAVE E DIRETTO DANNO AGLI STUDENTI: la protesta a mio parere è legittima tuttavia per poter avere un impatto forte sulle scelte governative deve vedere la stragrande maggioranza degli Atenei bloccati; deve vedere ordinari, associati, ricercatori e studenti uniti e non gli uni contro gli altri. La paura che ho è proprio questa: partirà la protesta , la Finanziaria verrà approvata , passerà il DDL Gelmini, si fermerà la protesta, tutti ritorneranno ai loro posti e lo studente che intanto era sceso in piazza col megafono e lo striscione tornerà ad aprire quel libro che ha accumulato un pò di polvere rendendosi conto di come, anche stavolta, è stato lui la vittima di tutto ciò, avendo solo ed esclusivamente perso tempo. E proprio il tempo è per lo studente come lo è lo stipendio per il dipendente pubblico: ORO. Il tempo è una risorsa e come tale va gestita e protetta: questo pseudo-blocco di una settimana già da solo provocherà danni enormi poichè salteranno tutte le programmazioni di studio fatte...ci rendiamo conto di cosa potrebbe provocare un protrarsi di tale sciopero?? Di certo non provocherà sensibilizzazione e solidarietà verso chi l'ha indetto perchè forse chi l'ha indetto non ha colpito ahimè chi doveva: nella riunione si è parlato di dimissioni in toto della rappresentanze in CdA, Senato Accademico , Presidi etc etc...perchè si è votato contro a tutto ciò?...perchè gli stessi rappresentanti dei ricercatori in Senato e Cda hanno votato CONTRO(tranne prof. Squillace ndr) quando io con tutti i rappresentanti degli studenti, in una situazione simile l'avremmo fatto all'istante?In passato si facevano scioperi della fame, ci si incatenava...i dipendenti per non perdere il posto di lavoro hanno dormito nelle tende sopra il tetto della fabbrica qualche mese fa...probabilmente ci si è troppo imborghesiti per fare tutto ciò e salire all'XI piano di Piazzale Tecchio? Per tutte queste ragioni SONO CONTRO L'ATTUALE FORMA DI PROTESTA ADOTTATA NONOSTANTE RITENGO GIUSTISSIMA LA CAUSA: non devono essere di nuovo gli studenti e le loro famiglie a pagare con tempo e denaro. La protesta avrà un effetto a mio parere solo quando i rettori della CRUI decideranno di bloccare tutto(non solo la didattica ma anche la ricerca e non solo la Facoltà x dell'Ateneo y) altrimenti, qualora in disaccordo con le attuali proposte governative, alle prossime amministrative chi è a favore esprima liberamente il proprio diritto al voto: il governo è eletto dal popolo che è sovrano e tutto ciò è solo l'attuazione di un programma che la larga maggioranza dei cittadini ha sostenuto. (ai sostenitori della sospensione)...e credetemi su quell'XI piano di Piazzale Tecchio verrebbero un sacco di studenti con voi perchè amano tanto l'Università che li ha resi uomini e professionisti e lotteranno sempre contro chi vorrà smantellarla. Mimmo Petrazzuoli Presidente del Consiglio degli Studenti Presidente AS.S.I. |
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Assemblea generale degli Studenti |
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Scritto da Mimmo Petrazzuoli
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sabato 03 luglio 2010 |
AVVISO A TUTTI GLI STUDENTI DELLA FACOLTA’ DI INGEGNERIA DI NAPOLI
In seguito alla sospensione delle attività didattiche da parte dei ricercatori ed alcuni docenti della Facoltà di Ingegneria dal 5 al 9 Luglio viene indetta una
ASSEMBLEA GENERALE DEGLI STUDENTI
Martedì 6 Luglio alle ore 10 in Aula Magna a Piazzale Tecchio, per informare e discutere sulla linea da adottare nei confronti del BLOCCO DELLA DIDATTICA nella nostra Facoltà
SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE E A DARE IL VOSTRO CONTRIBUTO
Il Presidente del CdS Mimmo Petrazzuoli(0 Commenti) |
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ABI cerca Ingegnere Informatico o Gestionale |
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Scritto da Mimmo Petrazzuoli
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martedì 08 giugno 2010 |
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Anche in questo periodo di crisi AS.S.I. non ti abbandona. Ecco un'interessante offerta lavorativa per voi! ABI, Associazione Bancaria Italiana, ricerca per la propria sede di Roma un: INGEGNERE PER IL CONSORZIO PATTI CHIARI La risorsa collaborerà allo sviluppo della reportistica di monitoraggio per le attività del Consorzio. Nello specifico dovrà interfacciarsi con gli uffici del Consorzio Patti Chiari per l’analisi dei requisiti e sviluppare dei report per il monitoraggio degli “Impegni per la Qualità” (un insieme di strumenti e regole che hanno l'obiettivo di semplificare i rapporti tra banche e cittadini). La risorsa sarà quindi coinvolta nelle seguenti fasi del progetto: acquisizione dei requisiti, analisi dei dati e di progetto, realizzazione della reportistica e test dei report prodotti. Il/la candidato/a ideale possiede: - Laurea specialistica in ingegneria informatica o gestionale votazione dal 100 in su.
- Buona conoscenza di SQL
- Buona conoscenza di uno strumento di Business Intelligence, preferibilmente Business Objects
- Ottima conoscenza del pacchetto Office
- Ottima conoscenza della lingua inglese
Attitudini personali richieste: - Capacità organizzativa, di pianificazione, di gestione del tempo;
- Ottime capacità di scrittura e di espressione verbale, negoziazione e di costruzione di rapporti;
- Autocontrollo, tensione al risultato, accuratezza, qualità e orientamento al lavoro di gruppo e alla cooperazione.
L’azienda offre: Contratto a progetto della durata di un anno Sede di lavoro: Roma Centro Come candidasi: Gli interessati ambosessi (L. 903/77), sono invitati a registrarsi nel sito www.abi.it nella sezione "lavora con noi" candidandosi per la posizione "Consorzio Patti Chiari – Progettista di Business Intelligence". I dati personali saranno trattati in relazione alla presente ricerca e selezione del personale nonché nell’ambito di future selezioni che venissero commissionate alla nostra società, di cui al D.LGS 196/03. |
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